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Home > Energia geotermica

ENERGIA GEOTERMICA
L’energia geotermica è quella della terra.
La temperatura della terra, infatti, aumenta di circa il 3,3% ºC per ogni 100 metri di profondità. Varie teorie o osservazioni geofisiche portano a pensare che la temperatura aumenti con la profondità fino a raggiungere i 2500 ºC, restando, poi, pressoché stazionaria. I vulcani, i geyser, le sorgenti di acqua calda e molti altri fenomeni rappresentano l’espressione superficiale di questo calore profondo.
In particolare, la risorsa geotermica risulta costituita da acque sotteraneee che, venendo a contatto con rocce ad alte temperature si riscaldano e in alcuni casi vaporizzano. Attualmente in tutto il mondo circa 130 impianti utilizzano il vapore acqueo proveniente dal sottosuolo a fini energetici. Dunque, gli unici sistemi utilizzati su scala industriale sono i sistemi idrotermali, essi sono costituiti da formazioni rocciose permeabili (serbatoi) che contengono il fluido caldo, trattenuto da formazioni rocciose impermeabili. L’alimentazione dei serbatoi è dovuta talvolta all’introduzione e alla circolazione di acqua meteorica attraverso superfici di ricarica, dove il serbatoio stesso affiora. La fonte di calore che riscalda il serbatoio è generalmente rappresentata da intrusioni di magma ancora caldo nella crosta terrestre. Quando particolari condizioni geologiche e termodinamiche consentono al fluido endogeno di presentarsi alla bocca del pozzo come vapore saturo o surriscaldato, il sistema idrotermale viene denominato a vapore dominante; quando il fluido estratto rimane nella fase liquida con una certa quantità di vapore il sistema viene denominato ad acqua dominante. 

Entrambi i fluidi possono essere utilizzati sia per la produzione di energia elettrica, sia per la produzione di calore.
Gli impianti che permettono di trasformare l’energie termica dei soffioni boraciferi in energia meccanica , e quindi elettrica, sono definiti centrali geotermoelettriche.
Quella geotermica rappresenta, quindi, una fonte energetica a erogazione continua e indipendente da condizionamenti climatici, ma essendo difficilmente trasportabile è utilizzata per usi prevalentemente locali.
L’Italia è il secondo produttore al mondo, dopo gli Stati Uniti, di energia elettrica dalla geotermia. I soffioni boraciferi sono presenti in Toscana dove sono prevalentemente ubicate le centrali geotermoelettriche. Tuttavia la ricerca di campi geotermici prosegue da diversi anni anche in Lazio e Campania. Recentemente sono stati avviati studi da parte di tecnici italiani e islandesi per poter utilizzare l’energia geotermica dell’Etna.
In Europa la produzione di tale energia per usi diretti è di 18.000 GWh/a, utilizzata per il condizionamento di edifici, serre, piscine e processi industriali. Questi ultimi rappresentano a livello mondiale il 52% degli usi diretti, mentre per l’Europa sono l’11% del totale.
La produzione di energia geotermica ha un impatto positivo per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di gas-serra, infatti i più recenti impianti emettono solo 136 g/kWh di CO² per kWh di elettricità prodotta contro i 453 g/kWh degli impianti a gas naturale e i 1042 g/kWh degli impianti a carbone.
L’Unione Europea intende incrementare lo sfruttamento dell’energia geotermica, passando dal 6% al 12% entro il 2010.
In Italia alla fine del 1996 la potenza geotermoelettrica era poco superiore ai 500 MW, si stima che nel 2010 la potenza complessiva per la produzione di energia elettrica possa giungere ai 1000 MW.

NUMERI

  • L’Italia è il secondo produttore al mondo, (dopo gli Stati Uniti) di energia geotermica.
  • In Europa la produzione di energia geotermica per usi diretti (riscaldamento) è di 18.000 GWh annui.

GLI EFFETTI SULL'AMBIENTE

  • I più recenti impianti geotermici emettono solo 136 g/kWh di CO² per kWh di elettricità prodotta contro i 453 g/kWh degli impianti a gas naturale e i 1042 g/kWh degli impianti a carbone.

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