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ENERGIA NUCLEARE
L’energia nucleare prodotta dalle centrali nucleari deriva da reazioni chiamate fissioni nucleari.
La fissione nucleare consiste nel bombardare con un neutrone l’atomo di un isotopo di uranio,chiamato uranio 235, abbreviato in U235.
U235 si divide in due atomi più leggeri, il borio e il cripto, che hanno una massa inferiore e liberano 3 neutroni. Alla perdita di massa corrisponde una liberazione di energia; i neutroni che si liberano a loro volta bombardano altri atomi di uranio provocando così una reazione a catena.
In Italia si è rinunciato all’utilizzo di energia derivante da centrali termonucleari nel 1987, in Belgio nel 1999, in Germania nel 2000. In altri paesi europei si sono aperte discussioni in tal senso: l’Austria, i Paesi Bassi, la Polonia, la Spagna hanno promulgato alcune leggi volte ad evitare la nascita e lo sviluppo di nuove centrali nucleari. Tuttavia l’energia nucleare ha continuato e continua a contribuire alla produzione di energia elettrica in molte altre nazioni.
Le preoccupazioni sull’uso dell’energia nucleare nascono da considerazioni di carattere sociale, politico e ambientale, con particolare riguardo al tema della sicurezza di questa tecnologia. Due le principali obiezioni al suo uso: la sicurezza dei reattori e le scorie, pericolose per migliaia di anni. Attualmente i nuovi reattori sono piuttosto sicuri e chiusi dentro una cupola di cemento armato molto spesso per evitare fughe di gas e resistere ad eventuali attacchi terroristici.
Le scorie sono difficili da gestire anche se in un secolo di funzionamento di un reattore occupano uno spazio di 100 metri quadrati. È di fondamentale importanza riuscire a trovare nuove tecnologie in grado di poterle sistemare quasi per sempre in depositi profondi.
L’evoluzione dell’energia nucleare.
Le attuali centrali nucleari, ben gestite, possono durare per un periodo di 40-60 anni. Per il prossimo futuro è in via di sviluppo la terza generazione di centrali, l’Epr, che in sostanza rappresenta un’evoluzione delle centrali esistenti con una maggiore sicurezza e una migliore efficienza. Il primo reattore Epr sarà costruito a Flamanville, in Normandia, e dovrebbe essere reso operativo a partire dal 2012. È allo studio di un equipe internazionale la quarta generazione, una tecnologia nuova che consentirà un utilizzo più spinto dell’uranio e permetterà anche di riciclare il combustile proveniente dalle vecchie centrali. Con la quarta generazione si potrà moltiplicare per 50 la durata delle riserve di uranio, attualmente stimate in poco più di 60 anni. Verrà anche ridimensionato l’annoso problema delle scorie. Tuttavia per avere una prima centrale funzionante bisognerà aspettare il 2040.

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